Dal 17 al 23 Marzo si è svolto a Palermo il corso di formazione “ My Art and Your Rights”, quale prima attività del Workplan “ Art of our rights ” finanziato dalla European Youth Foundation del Consiglio d’Europa.  

Il training ha coinvolto 20 giovani artisti, provenienti da diversi paesi – Albania, Germania, Spagna, Portogallo, Armenia, Turchia, Montenegro, Serbia, Grecia ed Italia – con l’obiettivo di condividere le diverse esperienze sull’utilizzo dell’arte quale strumento di promozione dei diritti umani e supportare l’apprendimento delle tecniche e metodologie dell’educazione non formale.

I partecipanti, sin dall’inizio, sono entrati in contatto con il mondo dell’educazione non formale – sconosciuto per molti – attraverso le attività di conoscenza, team building e group dynamic, il tutto arricchito dalla varietà di strumenti offerti dall’arte: esercizi teatrali, utilizzo della plastilina, tecniche pittoriche e disegno, hanno di fatto accompagnato i giovani artisti in un percorso di conoscenza del gruppo ma allo stesso tempo di presa di coscienza delle paure e delle aspettative, legate al loro coinvolgimento nel progetto, che li vedrà impegnati per l’arco di un anno.

E’ il momento della Mission Impossible! I partecipanti infatti sono stati coinvolti in una “caccia ai tesori artistici”, offerti dalla città di Palermo – ricca di eredità delle diverse epoche e culture – e ciò ha permesso al gruppo di poter conoscere meglio il luogo che li avrebbe ospitati per una settimana ed allo stesso tempo approcciarsi ad ulteriori modi attraverso i quali l’arte, nei secoli, ha rappresentato uno strumento importante di denuncia e testimonianza.

Il secondo giorno, invece, è stato dedicato agli aspetti teorici essenziali per comprendere il contesto all’interno del quale si inserisce il progetto ed il loro ruolo di giovani artisti e portavoce del valore dei diritti umani.

Attraverso video, dibattiti ed attività interattive, il gruppo ha avuto l’opportunità di conoscere il Consiglio d’Europa – e l’importanza delle sue attività nell’ambito della difesa dei diritti umani e delle opportunità che offre, come l’EYF – ma anche di poter affrontare il tema dei diritti umani, partendo innanzitutto dalla definizione degli stessi; in questa occasione, l’intero gruppo ha mostrato un forte interesse e coinvolgimento: è stato importante dare spazio e voce alle loro opinioni ed esperienze per poter comprende quale sia la percezione attuale dei diritti umani, e di quanto sia ancorata ad aspetti culturali e tradizionali.

Ma come si legano Educazione, Diritti Umani ed Arte? Quale miglior modo per far comprendere la loro correlazione, se non attraverso degli esempi?

Al gruppo, infatti, sono stati mostrati esempi e risultati di precedenti attività progettuali, in cui l’arte, in tutte le sue declinazioni, ha rappresentato uno strumento di inclusione e promozione dei diritti umani; in particolare, i giovani artisti hanno conosciuto Al gruppo, infatti, sono stati mostrati esempi e risultati di precedenti attività progettuali, in cui l’arte, in tutte le sue declinazioni, ha rappresentato uno strumento di inclusione e promozione dei diritti umani; in particolare, i giovani artisti hanno conosciuto iniziative come All inArte MigranteArtoolkit tra le altre.  

E negli altri paesi? Come viene utilizzata l’arte nell’ambito dei diritti umani?

“My city, my city” è stato il momento in cui i nostri partecipanti hanno potuto condividere con il resto del gruppo esperienze ed esempi provenienti dai rispettivi paesi.

Commozione, rabbia, frustrazione, sgomento: le proiezioni ed i racconti di ciascuno hanno portato alla luce la triste realtà in cui oggi viviamo e di cui spesso non si è consapevoli.

Difendere e promuovere i diritti umani, richiede innanzitutto impegno! Un impegno che, di fronte alle violazioni a cui assistiamo quotidianamente, può trovare supporto nell’educazione dei singoli e delle comunità.

Durante il terzo giorno, infatti, il gruppo ha avuto l’opportunità di poter capire meglio cosa sia l’educazione non formale e cosa s’intenda per facilitazione, e di quanto, in modo sinergico con l’arte, rappresentino degli strumenti importanti per poter lavorare con i giovani; ma supportare un percorso educativo, significa innanzitutto comprendere quali siano gli approcci di apprendimento ed i bisogni delle persone, e porsi degli obiettivi che si vogliono raggiungere attraverso la nostra attività: il terzo giorno si è concluso affrontando il tema degli stili di apprendimento e di quali siano i passi e gli aspetti fondamentali per dar vita ad un progetto.

Il miglior modo per apprendere è attraverso l’esperienza: con il quarto giorno si dà il via a “HUMANS OF PALERMO”. Il gruppo, infatti, ha avuto una giornata per poter lavorare in piccoli gruppi, e sviluppare un piccolo progetto, partendo dai bisogni riscontrati nella città di Palermo.

Il duro lavoro ha portato splendidi risultati che sono stati presentati durante l’ultimo giorno, all’interno del Cine-Teatro Tascabile, presso la sede operativa del CEIPES.

E’ il momento di salutarsi ed i nostri giovani artisti sono pronti per entrare nel vivo della seconda attività del Workplan: grazie al supporto degli youth workers delle loro organizzazioni di provenienza, ciascun gruppo nazionale ideerà e realizzerà un progetto all’interno della propria comunità, utilizzando l’arte come strumento di promozione dei diritti umani.

Il percorso vissuto durante il training ha consentito a ciascun partecipante di acquisire nuove conoscenze e metodologie, ma allo stesso tempo di prendere coscienza di quanto, nonostante secoli e secoli di lotta, ad oggi la strada dei diritti umani è ancora lunga e, finquando vi sarà un’angolo di mondo in cui non si possa parlare di DIRITTI ed UMANITA’, siamo tutti chiamati ad intervenire, anche se attraverso un pennello od una chitarra.

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