“Gnoti se auton”! Credo che questo sia ufficialmente il motto che meglio descrive il primo periodo del mio SVE in Spagna.

Sono arrivata a Murcia nel mese di Maggio, era primavera e c’erano 30°; il sole era talmente caldo anche alle 8 di sera, tanto da poter sentire la pelle bruciare. All’inizio fu veramente difficile abituarsi allo stile di vita spagnolo:  alzarsi tardi, siesta, e andare a letto ancora più tardi.

Sto lavorando come volontaria in un’organizzazione no-profit, Euroacciòn Murcia,  che realizza progetti attraverso il finanziamento della Commissione Europea nell’ambito dell’inclusione sociale e dell’educazione non-formale. All’inizio sono stata coinvolta nel ‘I-Gender project’, incentrato sulle tematiche dell’uguaglianza di genere, nell’area mediterranea; ed è stato veramente interessante , in quanto si legava al mio percorso di studi in diritti umani. Ho anche partecipato ad una formazione sulla terapia musicale ed ho svolto alcune attività di amministrazione. 

Durante questi mesi, ho vissuto un marasma di emozioni: qualche volta ero entusiasta della mia vita spagnola, altre volte lottavo con la nostalgia. È un costante processo su me stessa,  cercando di non arrendermi ed imparare,  fare più esperienze possibili.

Il miglior momento del mio SVE è stata la formazione all’arrivo. Ho imparato molto sul mio SVE e su me stessa. Ho incontrato buoni amici e ho condiviso con loro le mie aspettative, le mie speranze ma anche le mie paure.  Con questa esperienza sto acquisendo consapevolezza su come sono realmente, con i miei punti di forza e le mie debolezze.

C’è chi sostiene che lo SVE dovrebbe essere obbligatorio e sono completamente d’accordo. Quindi, non aver timore e parti per trovare te stesso!

“Gnoti se auton”! I think this is definitely the motto of the first part of my EVS in Spain.

I arrived in Murcia in May, It was spring and there were already 30°, even at 8 pm the sun was as hot as you could feel your skin burning.  At the begging it was really hard to be used to the Spanish life style, getting up late, siesta, and going to sleep really late.

I am working as a volunteer in an no-profit organization, Euroaccion Murcia, who works with European project founded by European Commission in the field of social inclusion and non-formal education. At the begging I was involved in the I-Gender project, the aim is to solve gender issue in the med area. It was really interesting since I had study human rights. Moreover, I took part in a training about music therapy and in some back office activities.

During these months, I have been in an emotional roller-coaster. Sometimes, I was thrilled with my Spanish life, sometimes I was struggling with homesick. It is an on- going process with myself trying to not give up and learn, experience as much as possible.

The best moment of my EVS was the on arrival training. I learned a lot about my EVS and about myself. I met a very good friend and shared with them my expectation, my hopes but also my fears. This experience is showing me how I really am with my strength and my weakness.

Someone always say that EVS should be obligatory, and I really agree. Then, don’t be afraid and go find yourself.