Dal 5 al 25 luglio a Bruxelle si sono riuniti 30 giovani europei con origini migratorie. L’obiettivo? Conoscere il mondo del lavoro.

PALERMO – “Mi sono divertito, ho migliorato il mio inglese e imparato tantissime cose, come scrivere un curriculum vitae e una  lettere di motivazione per esempio”. A parlare è  uno dei 30 partecipanti di “SI4MB”, lo scambio giovanile proposto dal Ceipes e da Asterisco, dedicato ai giovani con origini migratorie provenienti dall’Italia, dal Portogallo, dal Belgio e dalla Bulgaria.

Si sono riuniti dal 5 al 25 luglio in Belgio, ospiti dall’organizzazione ECEPAA – European Centre for Economic and Policy Analysis and Affairs – per conoscere il mondo del lavoro. Infatti, i problemi di integrazione possono estendersi anche ai discendenti nativi dei migranti, che a loro volta possono trovare nel mercato del lavoro e nel campo dell’istruzione una maggiore difficoltà rispetto alle persone con i genitori nativi. “Tra Palermo e Bruxelle ci sono tante diversità per quanto riguarda l’integrazione – racconta un altro partecipante – in Belgio non ci sono differenze e anche gli stranieri si sentono parte della nazione”.

“In due anni che vivo in Italia – gli fa eco un altro partecipante – non conoscevo molto dell’Europa, ora ho avuto la possibilità anche di visitare il Parlamento e conoscere alcuni parlamentari tra cui Cecile Kyenge, che ha raccontato la sua esperienza nello stivale e ha risposto in modo chiaro e semplice a tutte le nostre domande”. Non a caso negli ultimi dieci anni, la crescita della popolazione con background migratorio è stato significativo in diversi paesi europei. In questa situazione, è importante per i giovani con ostacoli di ordine economico sociale essere coinvolti in un’ opportunità di mobilità   per migliorare l’apprendimento, il livello di competenze chiave e acquisire esperienza all’estero, favorendo le loro capacità imprenditoriali.

Sono state 3 settimane lunghe, in cui è stato difficile gestire i turni per le pulizie e la condivisione degli spazi comuni ma, trovato il giusto compromesso, lavorare in gruppo è servito per fare amicizia e conoscere tante culture diverse: dai pensieri ai fornelli. I ragazzi infatti si sono ritrovati a tavola a gustare, tra gli altri, i piatti tipici marocchini, messicani, lituani, pakistani e moldavi.

Durante le ore di attività non sono poi mancati i workshop, le simulazioni su come creare un Business Plan e gli incontri con gli esperti come quello con Federica Morra della Camera di Commercio italo-belga. L’ultima settimana poi i trainers hanno dedicato molto tempo alla conoscenza dei programmi che l’Unione Europea mette a disposizione dei giovani per la ricerca del lavoro, Eures, per esempio. “Io – conclude un partecipante – ho già iniziato a cercare lavoro con questa piattaforma, sia in Italia che all’estero”. (il)