Invitato dal Ceipes a partecipare a una riunione della Consulta della Pace di Palermo, mi son perso nei vicoli dell’Albergheria in una sera di giovedì di fine settembre. Anche Google Maps era di poco aiuto nel groviglio di straduzze chiuse e cortili nascosti intorno a via Porta di Castro. Con un po’ di naso e un po’ di fortuna son giunto in tempo davanti la chiesa della S.S. Annunziata alle Balate. Mi aspettavo un edificio grezzo, immaginando che la chiesa fosse costruita con quelli che i palermitani chiamano “balatuna”. Niente di tutto questo, il rendez-vous era invece in una chiesa secentesca convertita in una biblioteca per bambini: bella, ampia e arredata a misura di bimbi, semplicemente accogliente. Qualcuno dei convenuti aveva portato con se i figli che non hanno perso tempo ad approfittare di libri e giochi, passando una serata molto piacevole, almeno a giudicare dai rumori di giochi e risate.

Il Ceipes è stato invitato a moderare un incontro conoscitivo tra i responsabili delle commissioni di lavoro interne alla Consulta, utilizzando i metodi tipici dell’educazione non formale e del coordinamento partecipato, metodologie che l’organizzazione promuove da 10 anni tramite la sua attività di progettazione. Per il Ceipes erano presenti Irene, Emanuela ed io (Vincenzo).

Le presentazioni sono state agevolate così da un esercizio “getting to know”, molto semplice, che ha favorito la conoscenza reciproca e un primo contatto tra gli avventori. Abbiamo così avuto modo di conoscere persone provenienti da settori diversi della società civile: dall’impresa all’editoria, dal terzo settore alle scuole. Tutti avevano in comune la passione per la partecipazione volontaria e hanno portato al gruppo un valore aggiunto di esperienze, idee, motivazione, insomma tutto il necessario a conferire all’esperienza della Consulta della Pace un’ottima solidità di partenza.

Durante la seconda fase dell’incontro, il gruppo ha scelto tra diversi temi dai quali iniziare il lavoro, concentrandosi sulla collaborazione con le istituzioni, rallentata durante i mesi estivi e di campagna elettorale, ma da tutti identificata come una priorità della Consulta. La Consulta della Pace di Palermo, infatti, vuole fare da traino su alcune tematiche fondamentali quali – appunto – la Pace (quella con P maiuscola) e i diritti umani, e per questo necessita di una stretta collaborazione con il Comune di Palermo. Punti di forza e debolezza nella relazione con il Comune sono stati dettagliati molto chiaramente da Francesco Lo Cascio, portavoce della Consulta. In seguito sono state messe sul piatto diverse idee sul come agire sfruttando i punti di forza e superando le debolezze. Le tante idee fuoriuscite dall’incontro saranno in seguito veicolate nelle Commissioni che si struttureranno nella forma di gruppi di lavoro tematici.

Abbiamo fatto tardi senza accorgercene, rimandando ai prossimi incontri alcune delle decisioni da prendere. I bambini erano ancora arzilli e hanno accolto con qualche protesta la notizia che era giunto il momento di tornare a casa.

Sono uscito dalla riunione appagato da una bella serata e dall’idea che qualcuno si interessa attivamente al tema della Pace, con impegno, spendendosi e – magari – sacrificando qualcos’altro. Ho sempre pensato che questo è necessario e indispensabile, perché chi lavora per la guerra, per le armi, chi usa la violenza e tratta le persone come cose, chi viola i diritti umani, chi non cerca compromessi per vivere con gli altri, è infaticabile e non prende ferie. Per questo il lavoro di chi lavora per la Pace deve essere altrettanto infaticabile e la Consulta della Pace di Palermo può e vuole esserlo.


 

 

I was invited by Ceipes to attend a meeting of Consulta per la Pace di Palermo, I got lost in the alleyways of the Abergheria, last Thursday evening. Even Google Maps was not helpful in the tangle of closed backdrops and hidden courtyards around Porta di Castro. With a bit of luck I came in time in front of St. Annunziata alle Balate church. I expected a rough building, I though that the church was built with “balatuna”, “big rocks” in Palermo’s dialect. It wasn’t like that, the rendez-vous was instead in a seventeenth-century church converted into a children’s library: beautiful, spacious and child friendly furnished, simply welcoming. Some participants had brought with them children who did not waste time to take advantage of books and games, spending a very enjoyable evening, judging by the noise of games and laughter.
Ceipes has been invited to moderate a preliminary meeting between the heads of internal committees of the Consulta, using the typical methods of non-formal education and shared coordination, methodologies promoted by C
eipes in the last 10 years. To do so, Ceipes send Irene, Emanuela and me. Ice-breaking has been facilitated by a very simple “getting to know” exercise, that fostered mutual knowledge and a first contact between the participants. Thus we have chance to know people from different sectors of civil society: enterprise world, publishing companies, third sector and schools. Everyone shared its passion for voluntary participation and brought to the group an added value of experiences, ideas, motivation. In short everything needed to build a good starting point for the Consulta della Pace.

During the second phase of the meeting, the group chose as first topic the collaboration with institutions, slowed down during the summer months and the election campaign. This topic has been identified as a priority. The Consulta wishes to introduce Peace and Human Rights protection in Municipality’s agenda. Strengths and weaknesses in the relationship with the Municipality have been very clearly explained by Francesco Lo Cascio, spokesperson for the Consulta. Subsequently, the group focused in how to take advantage of the strengths and overcome the weaknesses. Many ideas came out, and that will be the kick off for the work of different thematic working groups in the months to come. We did late without realising it, postponing some of the decisions. The children were still full of energy and they didn’t want to go back home. At the end of the meeting I was very satisfied, I was proud to hear that someone is actively working on Peace issue, with commitment and sacrifice. I have always thought that this effort is necessary because those who work for war, weapons, who uses violence treating people as things, who violates human rights, is tireless and does not take holidays. For this reason, Consulta della Pace di Palermo can and wants to be very determined in supporting this important and underestimated issue.