Metodi educativi: arte espressiva per la promozione di LifeSkills

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L’esperienza di job-shadowing, così denominata dal programma e che si è svolta nei mesi di settembre, ottobre e novembre presso AEVA – Associação para a Educação e Valorização da Região de Aveiro (Portogallo), ha visto lo sviluppo di un percorso formativo integrato: se da un lato ci si è confrontati con il sistema che promuove connessioni sempre maggiori tra scuola e mondo del lavoro, dall’altro si è lavorato operativamente sui metodi educativi e di coinvolgimento con e per i giovani, studenti presso EPA – Escola Profissional de Aveiro.

Emanuela Firetto, responsabile della mobilità, ha condotto un lavoro di osservazione e affiancamento degli insegnanti e dei dirigenti operanti nel settore pedagogico e formativo. In particolare è stato seguito il percorso di una classe del corso di studi in “Animazione socio-culturale”, accompagnando i docenti durante le proprie ore di lezione e offrendo reciprocamente nuovi stimoli all’interno del gruppo classe. Emanuela, insieme al docente esperto in Arte espressiva, ha introdotto l’Acroyoga* come tecnica educativa, un percorso sviluppato all’interno di 15 ore curriculari con metodo laboratoriale (workshop). I giovani studenti hanno partecipato attivamente alle attività, mostrando interesse e motivazione. Insieme all’Acroyoga sono stati messi in atto processi di apprendimento tramite tecniche espressive diverse, quali la danza, il teatro, la musica adottando un approccio teso alla valorizzazione del gruppo e del singolo, alla comunicazione, alla relazione, all’ascolto di sé e dell’altro.

L’approccio non formale, nel contesto formale della scuola, si rivela una grande opportunità di crescita per i giovani e un’importante occasione di sviluppo del sistema educativo. Le esperienze extra-curriculari/non-formali sono parte del processo di apprendimento permanente, una dimensione integrante e complementare che pone i giovani nella condizione di scoprirsi e ripensarsi lungo l’arco della vita.

*Acroyoga è un’attività che unisce lo yoga e l’acrobatica (soft) in un processo virtuoso e dinamico di coinvolgimento fisico, mentale e spirituale della persona; essa incoraggia dinamiche di sviluppo dell’autostima, dell’ascolto e della fiducia verso se stessi e verso l’altro, divenendo un’esperienza relazionale gioiosa, divertente e di condivisione. Nell’Acroyoga distinguiamo 3 ruoli: la base (persona stesa al suolo), il flier (persona che compie movimenti stando sui piedi della base), lo spotter (persona che garantisce una pratica sicura stando vicino alla coppia durante la pratica).

IL PROGETTO
FORMARSI PER FORMARE: “EIM – Empowerment In Mobility”