Il cambiamento più importante spesso non è altro che un modo diverso di percepire le cose piuttosco che un cambiamento del mondo esterno. E ognundo di noi la propria percezione del mondo la può cambiare in un istante… tutte le persone di successo sannno che assumersi la responsabilità è il primo passo verso una vita felice e soddisfacente.”

Paul MC Kenna

Mi è stata proposta dal CEIPES – Centro Internazionale per la Promozione dell’ Educazione e dello Sviluppo, un’esperienza di volontariato all’estero destinazione Aveiro – Portogallo, inizialmente ho avuto molta curiosità, dopo perplessità finendo con tanto entusiasmo; queste sono state le emozioni provate prima di immergermi in una realtà davvero meravigliosa.  Vantavo la conoscenza di volontari senior in precedenza avuti a Palermo, presso la nostra associazione ArteInsieme  operante con il Centro Aggregativo  Educativo Minori, ma poco era quello che di loro avevo realizzato realmente.

Il tempo del soggiorno, le sollecitazioni, le radici culturali, le attività in sé non sempre rivelano il carattere, la determinazione e grinta che fanno una persona.  Sono stati ventuno giorni di scoperte bellissime, pochi gli spostamenti fatti da me in precedenza da sola, e quelli stessi viaggi fatti generalmente per andare a trovare persone e ambienti a me cari, mai alla scoperta di nuove realtà.

Mettersi in gioco, aggregarsi e scambiare emozioni e vissuto, Sarò all’altezza? Riuscirò? Continuavo a chiedermelo, sino all’arrivo ad Aveiro, la cosa più bella sono stati i fatti, dall’arrivo alla partenza un susseguirsi d’emozioni e  gesti d’amicizia, complicità e reciproco rispetto, benessere ed entusiasmo.

La mia attività, è stata di supporto all’animatrice Anabela Rodrigues Lopes operante presso il Centro Diurno per Anziani  Florinha do Voga nel quartiere di Santiago, inizialmente l’idea di dovere lavorare con gli anziani mi preoccupava un po’ non avevo mai avuto esperienze di questo tipo, la lingua poteva costituire un problema, il loro vissuto, un ostacolo, le loro sofferenze, un trauma. Inutile dire che mi sono ricreduta immediatamente nulla di tutto ciò si è mai presentato, anche perché avevo sottovalutato le carezze, i sorrisi ma soprattutto l’esserci vicino anche nello sbucciare la frutta, per ricevere immediatamente il loro ringraziamento. La loro vita, i racconti, le difficoltà delle famiglie non solo a livello economico bensì logistico nel fare fronte alle necessità dei loro anziani. La scoperta della “rete” nei servizi alla persona, il dialogo, l’assistenza ma la vera presenza anche nelle mancanze delle istituzioni, dai minori con la dispersione scolastica, la famiglia con attività volte a migliorare le donne ampliando scolarizzazione preparandole ad affrontare la crescita dei figli, il servizio di lavanderia che prevede il lavaggio, asciugatura, stiratura, smistamento e riconsegna degli indumenti. Giro’s altro servizio svolto per strada ai tossici con distribuzione di siringhe, metadone in loro in aiuto

I senza”abrigo” che oltre ad usufruire dei pasti caldi presso il refettorio, dispongono delle  servizio docce, cambio e manutenzione dei vestiti, la distribuzione di pasti prelavorati dalle 21.00 alle 23.00, accompagnati da tisane, tè caldo o caffè e latte due volte a settimana in due zone della città, servizio coperto dalle presenze di volontari locali;  ai quali mi sono aggregata, scoprendo la difficoltà della strada  quanto la discrezione ed il riconoscimento di gratitudine da parte degli assistiti, nei nostri confronti.

L’emozione più grande quando senza chiedere loro nulla mi sono ritrovata a sentire le loro storie di vita, le avversità,  quanto le scelte sbagliate che li hanno portato a vivere cosi, sapendo invece quanto queste persone celino per vergogna o delusione, il loro vissuto.

Dopo il servizio … due episodi ai quali rimango affettuosamente legata:

… un pomeriggio, rientrando a casa mi siedo in una panchina per finire la sigaretta, quando mi si avvicina un ragazzo chiamandomi “españolita”guardandolo mi chiede un centino le do €0,50, mi dice qualcosa che non capisco e va via, all’indomani vado al bar vicino la struttura dove prestavo servizio, chiedo un caffè mentre da dietro una colonna una testa si muove mi guarda e mi chiama … “españolita” anche lui era li, aveva finito di fare la doccia, cambiati i vestiti nella struttura, mangiato al refettorio, è stava prendendosi il caffè.

L’altro un signore dei senza “abrigo”, andava per la sua strada, quando Anabela l’animatrice ed io, stavamo andando a trovare l’assistente sociale, nell’attraversare la strada parlavamo animatamente quando all’improvviso mi sento chiamare “españolita” con un grande sorriso, aveva riconosciuto la mia voce e contento mi salutava anche lui tornava dal refettorio e si allontanava dal quartiere, diretto verso chissà quale meta visto che non ha una fissa dimora …

La serenità e responsabilità del sapere che ogni scelta nel prendere delle decisioni dipendesse solo da me, e che ciò che stavo vivendo in qualunque situazione mi fosse trovata, mi avrebbe fatto valutare con responsabilità la scelta mi ha permesso di vivere pienamente la esperienza.

Ringrazio il CEIPES per l’opportunità che mi ha dato, permettendomi di conoscere e condividere momenti di vita importanti vicino a delle stupende, che apprendo le porte dei loro cuori mi hanno da subito fatto sentire una di loro. Offrendomi la possibilità di conoscere una bellissima regione, la cultura e la gastronomia portoghese. All’Istituzione Florinhas do Vouga per l’accoglienza e l’attenzione prestatami durante il mio soggiorno in struttura.

Stella Maris Camarda
Palermo

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