Dare  to change, giorno 1

È il primo giorno a Palermo. Sono arrivate 35 persone di diverse nazionalità  per partecipare al Dare to change, il corso professionale proposto da Ceipes Palermo che insegna a fare impresa sociale. Italia, Norvegia, Grecia, Bulgaria, Tunisia, Egitto, Giordania, Spagna, Portogallo, Turchia. Sono questi i paesi dai quali provengono le 17 donne e i 18 uomini che si sono dati appuntamento nel cuore della città. Insieme, per una settimana, cercheranno di imparare come  fare impresa sociale. Il primo è un giorno importante per conoscersi e capire come lavorare. Per questo, la mattinata è stata dedicata prima alla presentazione del progetto e dell’associazione ospitante, poi delle singole persone. Grazie a delle attività di educazione non formale i ragazzi sembrano essersi integrati molto bene tanto che, già durante la pausa pranzo, si sono formati spontaneamente dei gruppi.

Durante il pomeriggio, i ragazzi, divisi in squadre, hanno dovuto affrontare la “missione impossibile”, una caccia al tesoro alla scoperta di Palermo. Le prove, superate da quasi i tutti i gruppi, consistevano nel cercare un uomo che suonasse il marranzano, nel fotografare qualcosa che di insolito, nel trovare un cibo tipico palermitano (cassata, cannolo, crocchè, sfincione), individuare delle parole in dialetto  ma soprattutto, individuare secondo loro quali sono i bisogni del quartiere. La risposta è stata univoca e unanime: a Palermo c’è troppa immondizia.

Dare  to change, giorno 2
Imparare divertendosi. È stato questo il filo conduttore del secondo giorno di Dare to change. Sin dalla mattina, infatti, i ragazzi sono stati impegnati in delle attività che li hanno aiutati a migliorare le loro abilità di cooperazione dato che hanno lavorato in gruppo. La prima sfida che è stata proposta prevedeva un percorso ad ostacoli per raccogliere dei fogli che contenevano alcune frasi che componevano le definizioni di imprenditorialità e imprenditore sociale. Poi insieme hanno dovuto trovare il giusto ordine e, successivamente, è stato presentato loro  il contesto storico dell’impresa sociale.

Nel pomeriggio invece, sono stati catapultati nel “Dared paradise Cinema”: ad attenderli, oltre ai classici  pop corn, hanno trovato 4 schermi e 4 diversi video contenenti le testimonianze di alcubne imprese sociali nel mondo. Poi i gruppi hanno condiviso con gli altri quanto visto attraverso una rappresentazione teatrale.

Dare  to change, giorno 3

Una mattina che punta tutto sulle proprie emozioni. Inizia così il terzo giorno di Dare to change. Ogni partecipante è stato invitato a riflettere sulle proprie sensazioni e sui propri desideri. La parola d’ordine della seconda parte della mattinata è stata invece “fiducia”. Metà dei partecipanti è stata bendata e condotta dall’altra metà alla scoperta del luogo e dell’altro. Infatti, bendati, i ragazzi si sono toccati e riconosciuti tra loro: segno di un gruppo coeso ed interessato.  Poi sono state spiegate le basi per imparare a fare impresa sociale partendo dall’analisi dei bisogni della comunità.

Dare  to change, giorno 4

Divisi in gruppi si inizia subito a lavorare sulle idee di imprenditoria sociale da realizzare e a come sviluppare. Così i ragazzi discutono in modo particolare di diritti umani, inquinamento, occupazione giovanile. Raccolte le idee i ragazzi si mettono al lavoro per scrivere quanto deciso. Il pomeriggio, libero, invece è stato dedicato alla scoperta di Palermo e al relax: un gruppo, accompagnato da una guida, ha esplorato il mercato di Ballarò, un secondo gruppo invece ne ha approfittato per un tuffo nel golfo di Mondello.

Dare to change, giorno 5
Oggi i partecipanti hanno incontrato Libera, una mattinata a contatto con un esempio di buona impresa sociale, utile anche a capire meglio cos’è la mafia e come lavora l’associazione. Di pomeriggio sono stati presentati i progetti realizzati il giorno precedente: i ragazzi hanno pensato alla realizzazione di un’impresa di pulizia delle strade, alla nascita di un’azienda di riciclaggio, alla creazione di un’associazione a difesa dei diritti Lgbt e una contro la Xenofobia, oltre alla creazione di una Time Bank che sviluppi l’occupazione giovanile.

Dare to change, giorno 6
Oggi i partecipanti del training sull’imprenditoria sociale hanno preso parte a dei workshop per riflettere sul ruolo delle donne imprenditrici e degli stereotipi che vi ruotano intorno, su come dare e ricevere feedback, come sviluppare capacità di leadership e come essere creativi. Nel pomeriggio, invece, hanno riflettuto sui loro piani futuri e sulle idee nate proprio durante il training e come metterle in pratica. Questo ha permesso la formazione spontanea di sottogruppi: i ragazzi si sono riuniti spontaneamente a seconda degli interessi in comune, un momento che ha permesso anche di poter pensare ad una futura collaborazione tra loro.

Dare to change, ultimo giorno
Oggi si concludono i lavori del corso di formazione che insegna a fare impresa sociale. I ragazzi riflettono sulla settimana appena conclusa parlando dei loro obiettivi di apprendimento raggiunti e dei progetti per il futuro. Di sera poi hanno incontrato i ragazzi al PYC per un aperitivo multiculturale e per mostrare alla città i risultati di “Dare to change”.