***ENGLISH VERSION BELOW***

Martedì 3 ottobre 2017, in occasione della Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione, si è svolto l’evento conclusivo del progetto “Centred by Sport”, presso i locali del CUS di Palermo.

Il progetto, rivolto a 150 rifugiati tra i 16 e i 30 anni d’età che vivono attualmente in 14 centri d’accoglienza, nasce dall’esigenza di  creare le condizioni di accesso dei migranti – di entrambi i generi- alle attività sportive, abbattendo le difficoltà economiche, geografiche o culturali: infatti lo sport è fondamentale per preservare e sviluppare la salute psicofisica dei soggetti, in particolare dei rifugiati che riportano carenze fisiche a causa delle condizioni  in cui vivono sia prima che dopo il loro arrivo in Italia.  Attraverso la promozione di valori, quali il rispetto reciproco, la condivisione, il lavoro di squadra ,lo sport rappresenta un’importante strumento per l’integrazione sociale, superando le barriere socioeconomiche e culturali.

Il progetto nasce, quindi, dalla necessità di salvaguardare e sviluppare il benessere fisico e mentale dei rifugiati che, per motivi di varia natura, trovano sempre più difficile praticare dello sport. E, attraverso questo, promuovere la loro integrazione nella società.

Gli obiettivi specifici che hanno guidato il progetto sono:

  • Rendere più semplice la partecipazione dei rifugiati a svariate attività fisiche attraverso la creazione di una rete di partenariati locali.
  • Risvegliare nei giovani migranti il desiderio per lo sport ideando un Grand Tournament che comprendesse cinque diverse discipline sportive.
  • Fornire ai rifugiati gli strumenti e le conoscenze adatte a sfruttare al meglio le potenzialità del progetto.
  • Individuare, attraverso la partecipazione sportiva, valori fondamentali come la parità dei sessi, il fair-play e l’inclusione sociale.
  • Sviluppare delle apposite linee guida per coinvolgere i rifugiati e educarli allo sport quanto più possibile, tenendo conto dei loro differenti bisogni.

L’evento del 3 ottobre è parte di un lungo percorso, durato 8 mesi e suddiviso in tre fasi- formazione, corsi di allenamento e tornei.

La prima fase del progetto, la formazione, è stata guidata dal CEIPES; il  team di facilitazione era costituito da figure diverse e complementari per ruoli e compiti, un’eterogeneità che ha permesso di rispondere ai bisogni formativi del gruppo: Irene Capozzi ed Emanuela Firetto, in qualità di trainers; Yacoub Said Islam e Numu Touray, in qualità di giovani youth leaders e mediatori culturali, un gruppo di volontari , responsabili del supporto logistico.

Obiettivo principale delle tre giornate era stimolare una riflessione sui valori che possono essere praticati attraverso lo sport e “fare Gruppo”.

Icebreaking, role-playing, attività di teambuilding e brainstorming: attraverso i metodi e tecniche dell’educazione non formale, sono stati facilitati i processi partecipati di conoscenza tra i giovani con diverso background migratorio, facendone emergere le specificità e creando spazi di dialogo tra pari.

I partecipanti, quindi, hanno avuto la possibilità di avviare una riflessione sulla propria identità, sia culturale che inter-culturale, attraverso la tematica dei valori che ha avviato un percorso che coinvolgesse la sfera individuale e collettiva.

Lo step successivo alla fase di formazione si è incentrato sui corsi di allenamento, svoltisi nel mese di Aprile: i partecipanti, sotto l’attenta guida degli allenatori, hanno avuto modo di conoscere gli sport del progetto – futsal, atletica, badminton, pallavolo e cricket- innanzitutto dal punto di vista teorico.

Per molti si è trattata di un’assoluta novità ed ha suscitato un forte entusiasmo, che ha caratterizzato tutte le fasi del progetto, soprattutto la fase di preparazione atletica.

Tutti pronti! Il progetto entra nella fase più attesa dai partecipanti: i tornei!

In questa fase, i ragazzi hanno messo in atto tutto ciò che hanno appreso durante le diverse fasi di formazione: spirito di squadra, condivisione, entusiasmo, partecipazione hanno contraddistinto il Grand Tournament, che si è concluso il 3 ottobre, con la giornata conclusiva del progetto.

In questa occasione è stato disputato il Quadrangolare di calcio a 5, a cui hanno preso parte la squadra della comunità\SPRAR vincente del torneo futsal, dei rappresentanti degli studenti UNIPA, dei dipendenti UNIPA e  dell’ANPS-Associazione Nazionale Polizia di Stato, Sezione di Monreale.

È stato un momento ricco di condivisione e partecipazione, a cui ha fatto seguito la premiazione di tutti i partecipanti al progetto, che fino alla fine hanno mostrato un forte senso di appartenenza al percorso intrapreso 8 mesi fa; questa risposta positiva, sia dei partecipanti che dei partner coinvolti, ci fa ben sperare che sia possibile continuare lungo questo percorso, avviando in futuro altri progetti, ed raggiungere ottimi risultati, come quelli ottenuti con Centred by Sport.

Lo sport è l’esperanto dei popoli

*** ENGLISH VERSION ***

On Tuesday, October 3, 2017, on the occasion of the National Day in memory of the victims of immigration, the final event of the “Centred by Sport” project was held at the CUS Palermo.

The project, addressed to 150 refugees between the ages of 16 and 30 who currently live in 14 reception centers, arises from the need to create the conditions for access for migrants – of both genres – to sports activities, reducing the economic, geographical or cultural difficulties: in fact, sport is fundamental to preserve and develop the psychophysical health of individuals, especially refugees who report physical shortcomings because of the conditions they live both before and after their arrival in Italy.

Through the promotion of values, such as mutual respect, sharing, teamwork, sport is an important tool for social integration, overcoming socio-economic and cultural barriers.

The project therefore arises from the need to safeguard and develop the physical and mental well-being of refugees who, for different reasons, find it increasingly difficult to practice sport. And through this, promoting their integration into society.

The specific objectives that led the project are:

  • To facilitate the participation of refugees in various physical activities by creating a network of local partnerships.
  • To awake in young migrants desire for the sport, through a Grand Tournament that featured five different sports.
  • Provide refugees with the tools and knowledge they need to make the best use of the potential of the project.
  • Identify, through sports participation, fundamental values such as gender equality, fair play and social inclusion.
  • Develop special guidelines for involving refugees and bring them to the sport as much as possible, taking into account their different needs.

The event on October 3rd  is part of a long journey , 8-month course, divided into three parts: training sessions on values, sport training and tournaments.

The Ceipes facilitation team consisted of different and complementary roles and tasks, heterogeneity that allowed to respond to the training needs of the group: so there were Irene Capozzi and Emanuela Firetto, as trainers; Yacoub Said Islam and Numu Touray, as young youth leaders and cultural mediators, a group of volunteers, responsible for logistical support.

The main objective of the three days was to stimulate a reflection on the values that can be practiced through sports and to “Group”.

Ice breaking, role-playing, team building and brainstorming: Through non-formal education methods and techniques, participatory learning processes were facilitated among young people with different migration backgrounds, highlighting specificities and creating peer dialogue spaces.

Participants, therefore, had the opportunity to initiate a reflection on their own identity, both cultural and intercultural, through the themes of values, which started a path that involved the individual and collective sphere.

The next step, in the training phase, focused on the training sessions, which took place in April: the participants, under the careful guidance of the coaches, got to know the sport of the project – futsal, athletics, badminton, volleyball and cricket-first of all from the theoretical point of view.

For many, it was something totally new and aroused great enthusiasm, which characterized all phases of the project, especially the athletic preparation one.

All ready! The project comes in the waiting phase by the participants: the tournaments!

At this stage, the participants put into practice everything they had learned during the different stages of training: team spirit, sharing, enthusiasm, participation distinguished the Grand Tournament, which ended on 3 October, with the closing day of the project.

On this occasion, it was played the Quadrangular of Futsal, by the winning team -SPRAR -of the futsal tournament, student representatives UNIPA, UNIPA employees and ANPS National Association of State Police, Monreale Section.

It was a moment of sharing and participation, followed by the award of all the participants in the project, which until the end showed a strong sense of belonging to the path undertaken 8 months ago; this positive response, both from the participants and the partners involved, gives us hope that we can continue along this path, starting other projects in the future, and achieve excellent results as those obtained by “Centred by Sport”.

Sport is the Esperanto of people